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“Paga o sveliamo a tutti che guardi i porno”, nuova forma di estorsione via e-mail

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Docenti universitari, dirigenti pubblici e privati, imprenditori e altre persone di spicco stanno ricevendo negli ultimi giorni una minaccia che dice: “Paga, o riveleremo a tutti che guardi i film porno“.

Nunzia Ciardi, direttrice della Polizia Postale, quindi, ha deciso di affidarsi al Corriere per lanciare un appello in cui sostiene di non cedere al ricatto ma di denunciare immediatamente la cosa.

Nuova estorsione via e-mail Polizia Postale

Estorsione via mail: la direttrice della Polizia Postale parla di una nuova minaccia

L’e-mail ricevuta riporta più o meno queste parole:

“Ho installato un malware sul video per adulti e tu hai visitato questo sito per divertirti (capisci cosa intendo). Mentre stavi guardando i video, il tuo browser ha iniziato a funzionare come un Rdp (desktop remoto) che ha un key logger che mi ha fornito l’accesso al tuo schermo e anche alla webcam. Subito dopo, il mio software ha raccolto tutti i tuoi contatti dal tuo messenger, facebook e mailbox”.

Il messaggio di posta elettronica ricevuto riporta anche:

“La prima opzione è ignorare questo messaggio. Dovresti sapere cosa sta per succedere se opti su questo percorso. Invierò definitivamente il tuo video a tutti i tuoi contatti, inclusi parenti stretti, colleghi e così via. Non ti proteggerai dall’umiliazione che la tua famiglia dovrà affrontare. L’opzione 2 è di pagarmi. Lo chiameremo questo mio ‘suggerimento sulla privacy’. Se scegli questo percorso, il tuo segreto rimane il tuo segreto. Distruggerò immediatamente il video. Vai avanti con la tua vita non è mai successo niente”.

Le richieste di denaro avanzate dal malintenzionato (o dai malintenzionati) hanno come cifre che variano dai 2500 ai 5000 euro che devono essere pagate rigorosamente attraverso Bitcoin o altre criptovalute. Fino ad ora, stando ad alcune analisi, sono state già colpite in Italia centinaia di persone. Tuttavia, alcuni di questi hanno avuto il coraggio di denunciare mentre altri no.


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Secondo Nunzia Ciardi, le password sarebbero state rubate attraverso delle operazioni di pirateria informatica compiute nei mesi passati. La direttrice continua sostenendo che i pacchetti di dati sensibili sono stati venduti sul dark web. In poche parole, questi permettono gravi intrusioni, quindi è necessario cambiare tutte le password, impostandone di complesse e mai utilizzate.

Ciardi consiglia anche di utilizzare l’autenticazione a due fattori e aggiornare sempre il sistema operativo. Infine, la direttrice della Polizia Postale afferma che è importante denunciare subito per consentire alle autorità competenti di intervenire all’istante sulla questione.

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