
Nvidia sta portando la propria tecnologia di calcolo basata su GPU oltre i confini della Terra. Il prossimo obiettivo dell’azienda è infatti la Luna, dove i suoi chip potrebbero essere utilizzati per controllare sistemi robotici destinati all’esplorazione del suolo lunare.
La startup Lunar Outpost, specializzata nello sviluppo di robot per infrastrutture spaziali, ha annunciato che il suo prossimo rover utilizzerà la piattaforma Nvidia Jetson per gestire il sistema LiDAR dedicato alla scansione dell’ambiente circostante. Se la missione avrà successo, potrebbe diventare il primo utilizzo di una GPU sulla superficie lunare.
Nvidia Jetson arriva nello spazio profondo
A differenza delle piattaforme Nvidia più conosciute nel settore dell’intelligenza artificiale, come Blackwell e Vera Rubin, la famiglia Jetson è progettata per sistemi fisici autonomi che richiedono dimensioni ridotte e consumi contenuti.
Questi chip permettono ai robot di elaborare localmente i dati raccolti dai sensori, consentendo loro di:
- analizzare rapidamente l’ambiente;
- riconoscere ostacoli;
- prendere decisioni autonome;
- reagire in tempo reale senza dipendere da collegamenti con la Terra.
Secondo il CEO di Lunar Outpost, Justin Cyrus, l’azienda sta confrontando la piattaforma Jetson con i tradizionali sistemi di elaborazione spaziale già certificati per valutare vantaggi e limiti nell’utilizzo di hardware basato su GPU in ambienti estremi.
Il programma NASA per riportare tecnologia e robot sulla Luna
Il progetto rientra negli obiettivi della NASA, che sta finanziando aziende private impegnate nell’esplorazione della superficie lunare in preparazione a future missioni con astronauti.
Attraverso il programma commerciale dell’agenzia spaziale statunitense, le aziende stanno sviluppando veicoli robotici capaci di trasportare strumenti scientifici sulla Luna per:
- analizzare il terreno;
- raccogliere dati geologici;
- individuare risorse come il ghiaccio d’acqua;
- preparare il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare.
L’obiettivo della NASA è creare una presenza più stabile sulla Luna, dove robot autonomi potrebbero svolgere molte attività preliminari prima dell’arrivo degli astronauti.
Rover Lunar Outpost e missioni verso zone inesplorate
Il prossimo rover di Lunar Outpost viaggerà a bordo di un lander sviluppato da Intuitive Machines, azienda già impegnata nelle missioni lunari commerciali.
Il veicolo sarà progettato per trasportare strumenti scientifici in aree difficili da analizzare dall’orbita, come crateri e regioni nascoste.
Una missione successiva dovrebbe invece esplorare Reiner Gamma, una particolare zona della superficie lunare caratterizzata da un’anomalia magnetica che continua a interessare gli scienziati.
Le missioni dovrebbero partire a bordo di razzi Falcon 9 entro la fine dell’anno.
Nvidia punta sull’AI fisica per il futuro dello spazio
L’utilizzo delle GPU nello spazio presenta però numerose difficoltà. La maggior parte dei sistemi basati su GPU attualmente opera in orbita terrestre, dove le condizioni sono meno estreme rispetto alla superficie lunare.
Sulla Luna, infatti, i dispositivi devono resistere a:
- radiazioni cosmiche più intense;
- forti variazioni di temperatura;
- lunghi periodi senza luce solare durante la notte lunare;
- limiti energetici molto rigidi.
“Il sistema deve sopravvivere alla notte lunare e farlo con pochissima energia”, ha spiegato Cyrus.
Se i chip Nvidia riusciranno a funzionare in queste condizioni, i rover potranno diventare più autonomi ed efficienti, elaborando una quantità maggiore di informazioni direttamente sul posto.
Robot autonomi per costruire una futura base lunare
Per Lunar Outpost, l’intelligenza artificiale rappresenta un elemento fondamentale per trasformare l’esplorazione lunare in una presenza permanente.
L’azienda punta a combinare sistemi tradizionali di controllo con la cosiddetta physical AI, ovvero un’intelligenza artificiale capace di interagire direttamente con il mondo fisico attraverso robot e sensori.
Nei prossimi anni Lunar Outpost prevede di inviare diversi rover autonomi sulla Luna, tra cui Pegasus, un modello più grande progettato per trasportare anche astronauti.
Pegasus dovrà però attendere il razzo sviluppato da Blue Origin, il cui programma ha subito ritardi dopo un problema tecnico durante i test.
La corsa verso una futura infrastruttura lunare dipenderà quindi anche dalla disponibilità di nuovi sistemi di lancio. Ma con GPU Nvidia, robot autonomi e intelligenza artificiale sempre più avanzata, la Luna potrebbe diventare il primo vero ambiente extraterrestre in cui le macchine lavoreranno in modo indipendente per preparare la strada alla presenza umana.

