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Il 5G cosa è? fa male alla salute? I pareri a confronto

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Tutti sono in attesa di provare la nuova connettività 5G. Quest’ultima non è altro che il nuovo standard di comunicazione dei dispositivi mobili come tablet, smartphone e altri oggetti connessi alla rete mobile. Ci troviamo di fronte ad una forma di comunicazione decisamente più evoluta in grado di garantire una velocità di download e upload molto più alta di quella a cui siamo abituati ad oggi.

5G

Il 5G cos’è?

L’arrivo del 5G, oltre che a migliorare in maniera significativa la velocità di comunicazione, permetterà uno sviluppo superiore dell’IoT (Internet of Things o Internet delle Cose) in pratica di tutti quegli oggetti connessi direttamente a Internet.

Da non sottovalutare l’app dell’IoT (Internet delle Cose, cioè gli elettrodomestici collegati in rete) alla chirurgia a distanza (con dottori che saranno in grado di svolgere interventi a migliaia di KM dal paziente usando braccia elettroniche connesse alla rete) che sarà possibile poiché con la nuova connettività 5G si può arrivare ad azzerare la latenza, non altro che il tempo che passa tra il comando e l’esecuzione dello stesso.

Il 5G fa realmente male come si dice?

In Italia dall’inizio di quest’anno sono stati svolti tantissimi test sulla connettività 5G nelle più importanti città – fra tutti spicca Milano -, avviati direttamente dai gestori di telefonia in stretta collaborazione con le aziende che producono gli apparati di trasmissione (a partire dalle antenne).

E con l’avvio delle prime prove, hanno immediatamente preso piede le critiche e polemiche circa la dannosità per quanto riguarda la salute del nuovo standard di trasmissione 5G.

Una delle forze maggiori in campo che affermano che il 5G nuove gravemente alla salute è l’Alleanza Stop 5G, gruppo cui prendono parte il magazine Terra Nuova, Oasi Sana, Associazione italiana elettrosensibili, Associazione elettrosmog Volturino, Istituto Ramazzini, Associazione obiettivo sensibile, comitati Oltre la MCS e No Wi-Fi Days. Il gruppo è stato in grado in pochissimo tempo di ottenere fino a 11mila firme per domandare il blocco definitivo del 5G ed è approdato alla Camera dei Deputati in audizione.

Ma quali sarebbero i pericoli del 5G? Quelli maggiori si baserebbero su due studi sopratutto quello dell’Istituto Ramazzini e quello del National Toxicology Program americano, che più volte hanno rivelato di un possibile aumento di tumori per l’esposizione di ratti a onde elettromagnetiche su frequenze usate dal 2G e dal 3G. A rendere ancora più valide la tesi del no alla connettività 5G l’esigenza di realizzare nuove reti per poter adottare questo standard e i tantissimi degli oggetti connessi che andrebbero ad innalzare il traffico in maniera esponenziale.

Il 5G dunque fa male? Molti dicono di no

All’audizione alla Camera, hanno voluto parlare tuttavia altri soggetti come Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), CReSM (Centro Radioelettrico Sperimentale G. Marconi), Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti, Icnirp (organismo non governativo, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) Istituto superiore della sanità.

Gli interventi hanno voluto chiarire qualche punto, ovvero:

  • Gli studi che sono stati svolti fino a questo momento si riferiscono in particolar modo alla connettività 2G e 3G e non al 5G e riguardano sopratutto l’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici genewrati anche da altri elettrodomestici, oltre che da cellulari e antenne;
  • Le potenze delle antenne dei telefoni sono di gran lunga inferiori a quelle che vengono usate nei vari studi citati;
  • Le linee guida internazionali hanno più volte parlato di rischio cancerogeno rispetto all’utilizzo massiccio e prolungato degli smartphone a contatto con la testa – in pratica si sta molto tempo al telefono senza l’uso di auricolari – e non rispetto alla presenza o meno di antenne;
  • Le onde millimetriche che vengono usate per il 5G useranno potenze minori delle attuali e di conseguenza si bloccheranno a contatto della pelle umana, rimanendo in superficie;
  • Infine, dal 2022 la connettività 5G userà frequenze pari a 700 Mhz, quelle utilizzate dalle TV e che negli anni fino ad oggi non hanno mostrato alcun rischio per la salute del genere umano.

In conclusione, oltre i classici studi scientifici e ai dibattiti seri, purtroppo in rete giorno dopo giorno appaiono anche le fake news, le cosiddette bufale ed è per questo che bisogna star attenti a ciò che si legge.

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